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venerdì 19 novembre 2010

Correva l'anno 1996....


Premessa - 1) Ieri il blog ha compiuto il suo primo anno e chi mi segue sa 
                   che i miei post  sono poco più di un commento alle foto,
 quindi questo sarà un eccezione;   
2) si parlerà di " quote latte "  

La vicenda è balzata agli onori della cronaca nel gennaio '96 in seguito
ad un taglio di quota sfacciatamente fuori legge. L'assegnazione della quota
per la campagna '95-'96, quindi per il periodo 1/4/95 - 31/3/96 doveva 
avvenire entro il 31/1/95, a fine dicembre '95 giunge una prima comunicazione
riguardante il taglio del 47% della quota B a campagna quasi conclusa.
Migliaia di allevatori si sono ritrovati fuori quota e hanno deciso di far sentire
la loro voce bloccando per 16 giorni l'aeroporto di Linate.
Le proteste portano all'istituzione di una commissione d'indagine, presieduta
dal generale Lecca della guardia di finanza, che mette in evidenza le storture
del sistema e i numerosi illeciti commessi da chi doveva gestire il sistema, come 
ad esempio l'assegnazione di quote a chi non ne aveva diritto.
Nel mirino finiscono anche le principali associazioni di categoria che, a questo 
punto, scatenano la battaglia per togliere di mezzo i promotori delle proteste,
ovvero i "COBAS DEL LATTE" e indicano come soluzione al problema
l'acquisto di quote che, essendo insufficienti, raggiungono prezzi esorbitanti.
Un ulteriore presa per il c..o arriva a campagna conclusa con la comunicazione
che porta il taglio della quota B al 75% con effetto retroattivo, quando 
ormai il latte è stato munto.


I cobas "irriducibili", oltre a chiedere che l'Italia ottenga più quote dalla
CEE, continuano a mungere, fatturare e ricorrere al TAR e tribunali vari
per ottenere l'annullamento delle multe che puntualmente arrivano, 
mentre gli "altri" acquistano quote e, alcuni, vendono latte in nero (non
fatturato) per non incorrere nelle multe.
Il passare degli anni rende sempre più difficile trovare una soluzione che
 accontenti tutti, ognuno ha fatto le sue scelte ma va ricordato che la
quota non è un obbligo ma un indicazione produttiva che porta ad una 
sanzione solo nel caso in cui l'Italia superi il suo quantitativo di riferimento
rendendo impossibile la compensazione tra produttori.
Negli ultimi anni, purtroppo, si è sempre verificato uno splafonamento
dell'esiguo quantitativo ottenuto a suo tempo dai nostri politici che
l'hanno barattato a livello europeo con vantaggi per altri settori.
Nel 2009 finalmente si ottiene un cospicuo aumento che consente 
all'Italia di rimanere in quota e agli splafonatori di essere compensati.
La vicenda potrebbe considerarsi conclusa se non fosse per il fatto che
le multe pregresse vanno pagate.
Lo Stato sembra voler tendere una mano agli splafonatori concedendo
una rateizzazione MA..
(c'è sempre un MA), vuole in cambio il ritiro dei ricorsi..
.....??????.....
Alcuni (pochi) vista l'esiguità della loro multa, aderiscono, altri,
anche per una questione di principio, aspettano le sentenze che ,
come sempre tardano ad arrivare.

Tutto questo per dire che il 16/09/2010 è entrato in vigore il nuovo
codice amministrativo e l'art. 1 dell'allegato 3 stabilisce che per i ricorsi
pendenti da oltre 5 anni bisogna presentare una nuova istanza di 
fissazione d'udienza pena la decadenza.
Dopo 14 anni devo affrontare nuove spese per chiedere che il TAR
del Lazio si pronunci.
Senza contare che il "superprelievo" causato dal taglio dei circa 
30000 litri di quota B mi sono stati trattenuti nel lontano 1996
dalla Nestlè in veste di sostituto d'imposta.



14 commenti:

  1. Vicenda al limite della farsa. Chi l'avrebbe mai detto che sotto i panni del gentile contadino si nascondeva un irriducibile cobas del latte. Scusa per la battuta, hai tutta la mia solidarieta`.

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  2. @ TroppoBarba - grazie per la solidarietà. Irriducibile è il termine giusto, da non confondere con estremista in quanto non approvo le battaglie fatte con armi non convenzionali (merda) ai danni delle forze dell'ordine anche se dettate dalla disperazione. Sono convinto che se in alternativa alle manifestazioni dell'epoca avessimo attuato uno sciopero del latte spargendolo nei campi avremmo ottenuto l'aumento di quota evitando continui ricorsi nei tribunali e spese enormi per chi ha acquistato le quote.

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  3. questa bagarre è uno dei motivi per cui non hai più la stalla? certo che vendere il latte direttamente e in nero è molto più conveniente, io ho un collega che praticamente tutto il prodotto della stalla lo vende direttamente e riesce a salvarsi, invece quando lo dava alla centrale del latte di Torino era sempre sotto. Ciao Antonio

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  4. comunque hai la mia solidarietà di cittadino italiano indignato da questa vicenda che ho sempre giudicato grottesca, indicatrice di una eastrema incapacità a rappresentarci nei fatti concreti dai nostri politici (forse fossero state mignotte ne sapevano di più.....) ariciao antonio

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  5. ah mi spieghi cos'è la quota B?

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  6. Ciao Antonio, la risposta alle tue domande meriterebbe un bel post, cercherò di risponderti brevemente nei commenti nella speranza di essere chiaro.
    -Purtroppo la chiusura della stalla non è da attribuire alle quote ma alla morte di mio fratello; essendo rimasto solo in azienda non me la sono sentita di portare avanti un'attività che richiede un impegno di 365 gg l'anno (notti,festività e malattie comprese.
    -Vendere direttamente al consumatore non vuol dire vendere in nero ma rientrare in una tipologia diversa di produttore comunque regolamentata dalla legge, per vendita in nero io intendo la vendita ad caseificio senza emettere fattura e in questo caso oltre ad eludere il sistema delle quote si commette anche un illecito fiscale, la "convenienza" in tale comportamento è da attribuire al fatto che si sono evitate le multe per il regime delle quote ma non è da sottovalutare il fatto che la guardia di finanza potrebbe "insospettirsi" e che l'acquirente, visto il rischio e la tua condizione di inferiorità, ti "taglia le gambe" con un prezzo sfacciatamente basso o, come è successo in molti casi, non essendoci la fattura, ti paga solo un piccolo acconto (in contanti) e poi ti "saluta".
    -Per quanto riguarda l'incapacità a rappresentarci dei nostri politici, DI TUTTI I COLORI, mi trovi pienamente d'accordo.
    - L'assegnazione delle quote è avvenuta prendendo come riferimento la produzione di latte della campagna '88-'89 che venne chiamata quota A ( nel mio caso circa 3200 q.li), in seguito è stato assegnato un incremento di quota con riferimento all'annata '91-'92 dato dalla differenza con la quota A, nel mio caso, avendo prodotto 3600 q.li, tale differenza era di 400 q.li e venne chiamata quota B. Ai tempi delle proteste,di cui ho parlato nel post, si sono accorti di aver assegnato più quote di quanto l'Italia ne avesse a disposizione (anche perchè molti furbetti avevano gonfiato la propria produzione) e hanno pensato bene di ridurre le quote in circolazione tagliando indiscriminatamente la quota B senza punire i furbi e applicando il taglio con effetto retroattivo. Ai tempi la cosa mi sembrava tanto paradossale che, nella mia ingenuità, ero convinto che tutto si sarebbe sistemato senza dover fare i ricorsi al TAR..................

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  7. nel commento precedente fra "ad" e "caseificio"ho saltato "un".

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  8. perfortuna ce ancora qualcuno onesto che dice la verita...teniamo duro...un tuo collega cobas

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  9. ti dico solo che sono piemontese,cobas,adoro il mio lavoro,le mie vacche...e un lavoro ma anche una passione che si tramanda da 60 anni...ora abbiamo una serie di problemi tra i quali soldi sequestrati,pac trattenute,lettere di agea che intimano il pagamento,cartelle esattoriali...chi piu ne ha piu ne metta!!!!e con che colpa???di avere munto e lavorato TUTTI I GIORNI DELL ANNO ONESTAMENTE E FATTURANDO OGNI CENTESIMO E PAGANDO REGOLARMENTE LE TASSE!!!!!!e una vergogna e uno schifo....speriamo che tutto si metta a posto...ciao

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  10. @ Cobas piemontese - capisco benissimo quello che stai passando e penso che tu capisca quello che ho provato io il giorno in cui ho spento il robot di mungitura e ho caricato le mie vacche sui camion, oltre ad aver perso mio fratello ho perso una stalla che avevo costruito con tanta fatica ma non c'erano più le condizioni e lo stato d'animo per andare avanti. A tutto questo possiamo aggiungere un prezzo del latte fermo ai livelli di 20 anni fa e le spese in continuo aumento....speriamo..
    ciao.

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  11. certo che capisco....mi dispiace....ho capito che la perdita di un fratello e molto piu grave di quelle cose che ti ho elencato sopra....ma non era affatto mia intenzione paragonare e se ti ho fatto recepire quello chiedo scusa...era solo x farti capire che la volonta di andare avanti ce ma non in queste condizioni perche passare ogni giorno dell anno con la paura di perdere tutto non ha senso...un saluto sincero

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  12. Non hai motivo di scusarti, diamo per scontato che la perdita di una persona cara è la cosa peggiore che possa capitare. Quello che volevo dire era riferito alla passione che abbiamo per il nostro lavoro e per le nostre vacche e quindi "sapevo" che avresti capito cosa si prova nel momento in cui si perdono.
    ciao

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  13. tanti cari auguri di buon Natale e che l anno che viene porti un po di speranza per il futuro....il cobas piemontese Paolo

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